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Rischio sfruttamento e illegalità per chi si allontana cercando lavoro

December 3, 2025
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Minori Stranieri Non Accompagnati: Aumenta il Rischio di Sfruttamento e Illegalità Durante la Ricerca di Lavoro

Nei primi sei mesi del 2025, 2.572 minori non accompagnati si sono allontanati volontariamente dal sistema di accoglienza in Italia, esponendosi a rischi di sfruttamento lavorativo, coinvolgimento in attività illegali e marginalità sociale. L'articolo analizza le cause di questi allontanamenti e le possibili soluzioni per tutelare i minori.

Allontanamenti e Motivazioni

Il fenomeno degli allontanamenti volontari dal sistema di accoglienza rappresenta una sfida crescente. Nel 2024, il numero di minori che si sono allontanati era di 7.357. Questi giovani, spesso provenienti da zone di sbarco, si disperdono sul territorio nazionale, talvolta riemergendo in altre regioni.

Le principali motivazioni dietro questi allontanamenti includono:

  • Ricerca di lavoro: La volontà di lavorare è un fattore determinante, spingendo i minori verso il lavoro nero.
  • Ricongiungimento familiare: Molti cercano di raggiungere parenti in altre città italiane o in Paesi del Nord Europa.
  • Comunità di riferimento: La presenza di comunità nazionali di riferimento e centri di accoglienza più strutturati influenza la scelta del luogo in cui spostarsi.

«Questi ragazzi arrivano nel nostro Paese con un progetto migratorio già definito – dice Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas italiana – che è quello di lavorare. Hanno affrontato viaggi rischiosi e i tempi del nostro sistema per loro sono troppo lunghi. Hanno per lo più 16 o 17 anni e quindi scelgono la strada più veloce ma entrare in circuiti non protetti li espone a derive pericolose e lo scivolamento nell’illegalità diventa facile».

Criticità del Sistema di Accoglienza

Le difficoltà di accesso ai Servizi di Accoglienza Integrata (Sai) e la prolungata permanenza nei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) contribuiscono ad aggravare la situazione. I Cas, spesso limitati a vitto e alloggio, non offrono un supporto adeguato all'integrazione.

  • Ritardi burocratici: L'inserimento scolastico è spesso ostacolato da ritardi burocratici, rallentando il percorso di integrazione dei minori.
  • Insufficiente capacità dei Sai: La necessità di potenziare i centri Sai è sottolineata dagli esperti, al fine di garantire una transizione fluida dalla prima alla seconda accoglienza.

Nazionalità e Vulnerabilità

Nei primi sei mesi del 2025, i minori eritrei rappresentano la percentuale più alta di allontanamenti (28%), seguiti dagli egiziani.

«Se i minori stranieri soli non sono accolti in modo adeguato, i rischi nei quali incorrono sono lo sfruttamento e la marginalità sociale. Accogliere bene questi ragazzi è una scelta lungimirante di sicurezza e sviluppo», dice Piero Mangano, responsabile per i minori stranieri non accompagnati del Cnca, il coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza.

Opportunità e Risorse

Nonostante le sfide, i minori stranieri non accompagnati rappresentano una risorsa potenziale per il tessuto economico e sociale italiano, grazie alla loro motivazione e volontà di lavorare.

«In Italia – continua [Piero Mangano] – le aziende hanno una grande fame di lavoro e questi ragazzi hanno una straordinaria motivazione: possono diventare grandi risorse per il tessuto economico-sociale del Paese. Pensare all’accoglienza solo in termini di posti letto ha un costo sociale molto più elevato, per questo la logica dell’emergenza non funziona. Bisogna investire sui centri Sai – conclude Mangano – e aumentarne la capienza. L’incremento di mille posti è positivo ma non basta. Bisogna arrivare a 10mila posti, che possono garantire l’ospitalità a 12-13mila ragazzi. La prima accoglienza è importante ma deve essere residuale».

Il Passaggio alla Maggiore Età

Il compimento della maggiore età rappresenta un momento critico, in quanto l'uscita dal sistema di accoglienza può aumentare il rischio di sfruttamento e di commissione di reati.

  • Prosieguo amministrativo: Su disposizione del Tribunale per i minorenni, i servizi sociali possono seguire i giovani stranieri non accompagnati fino a tre anni dopo il compimento dei 18 anni, con spese a carico dei Comuni.
  • Percorsi formativi: Questo periodo di assistenza supplementare è fondamentale per garantire l'autonomia dei ragazzi e per evitare l'interruzione dei loro percorsi formativi.

Elena Carnevali, sindaca di Bergamo, sottolinea l'importanza di investire risorse nell'accoglienza e nella formazione dei minori stranieri non accompagnati. A Bergamo, i maggiorenni per i quali il tribunale ha disposto il prosieguo amministrativo sono 63, con un impatto significativo sul bilancio comunale.

Conclusione

La gestione dei minori stranieri non accompagnati richiede un approccio integrato e lungimirante, che vada oltre la logica dell'emergenza. Potenziare i centri Sai, accelerare l'inserimento scolastico e garantire un adeguato supporto anche dopo il compimento della maggiore età sono elementi chiave per tutelare questi giovani e trasformarli in risorse per il Paese.

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