Health

Sesso non protetto e cibi contaminati, aumentano i casi di epatite

November 28, 2025
https://www.agi.it/cronaca/news/2025-11-28/aumento-epatite-italia-2025-34392084/

Aumento dei Casi di Epatite in Italia: Sesso Non Protetto e Cibi Contaminati tra le Cause Principali

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato un aggiornamento del bollettino della sorveglianza SEIEVA relativo al primo semestre del 2025, evidenziando un aumento dei casi di epatite A ed E in Italia, analogamente a quanto osservato nel resto d'Europa. L'incremento è legato sia alla trasmissione sessuale, in particolare tra uomini che fanno sesso con uomini (MSM), che al consumo di alimenti contaminati. Si registra, invece, un calo dei casi di epatite B, mentre la situazione per l'epatite C rimane sostanzialmente stabile.

Epatite A: Incremento Significativo e Fattori di Rischio

Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2025, sono stati segnalati 247 casi di epatite A, un aumento rispetto ai 159 casi del 2024 e ai 105 del 2023. Le regioni con il maggior numero di segnalazioni sono Lombardia (18,6%), Emilia Romagna (16,6%) e Lazio (15,8%).

  • Il 64% dei casi riguarda uomini.
  • La fascia di età più colpita è quella tra i 35 e i 54 anni (35,2%), con un'età mediana di 37 anni (range: 2-95 anni).
  • Sono stati diagnosticati 29 casi pediatrici (età inferiore ai 14 anni).

I fattori di rischio più frequentemente riportati includono:

  • Consumo di frutti di mare (47,1%).
  • Viaggi in aree endemiche (23%).
  • Consumo di frutti di bosco (24%).
  • Rapporti sessuali tra uomini (MSM) (29,8% dei casi, rispetto all'11,4% nel 2024).

"Tali aumenti di segnalazioni impongono una stretta sorveglianza dei casi a livello sia nazionale sia europeo con la necessità di mettere in pratica tempestivamente le azioni di prevenzione atte a garantire il contenimento degli outbreak di epatite acuta A. Fondamentale è il ricorso alla vaccinazione per i contatti di casi, i viaggiatori verso aree endemiche e uomini che fanno sesso con uomini." -- Maria Elena Tosti, Centro Nazionale per la Salute Globale dell'ISS

Epatite B: Calo dei Casi e Fattori di Rischio Diversi

Nel primo semestre del 2025, sono stati segnalati 72 casi di epatite B, in diminuzione rispetto ai 106 casi del 2024. Le regioni con il maggior numero di casi sono Emilia-Romagna (22,2%), Lombardia (19,4%) e Lazio (15,3%).

  • Il 77,8% dei casi riguarda uomini.
  • L'età dei soggetti colpiti è superiore ai 18 anni (range 26-96), con un'età mediana di 55,5 anni.
  • La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni (38,9%).

I fattori di rischio più frequentemente riportati includono:

  • Cure odontoiatriche (42,4% dei casi).
  • Trattamenti estetici (rasatura dal barbiere, manicure/pedicure, piercing e tatuaggi - 31,8%).
  • Esposizione sessuale a rischio (partner sessuali multipli o mancato uso del profilattico) (25,4% dei casi con più di 16 anni).

Epatite C: Situazione Stabile

Sono stati registrati 25 casi di epatite C, contro i 27 dello stesso periodo del 2024. La maggior parte dei casi proviene dalla Lombardia (36,0%), seguita dall'Emilia Romagna (20,0%).

  • Il 60,0% dei casi riguarda uomini.
  • L'età mediana è di 48 anni (range 15-75).
  • La fascia maggiormente colpita è quella tra i 35 e i 54 anni (40,0%).

L'esposizione nosocomiale è stata il fattore di rischio riportato più frequentemente (36,0% dei casi).

Epatite E: Aumento e Consumo di Carne di Maiale

Il numero di nuovi casi di epatite E è pari a 60, in aumento rispetto ai 37 casi del 2024. La maggior parte delle segnalazioni proviene da Abruzzo (30%) e Lazio.

  • Il 78,3% dei casi riguarda uomini.
  • L'età mediana è di 59 anni (range 22-89).

Tre dei casi segnalati avevano compiuto un viaggio in area endemica (Algeria, Egitto e Filippine), mentre gli altri avevano plausibilmente acquisito l'infezione in Italia.

  • Il 58,5% dei casi riportava di aver consumato carne di maiale (prevalentemente insaccati, 25/31 casi).
  • L'11,3% dei pazienti aveva consumato carne di cinghiale.

Un dato rilevante è il ricorso ancora non soddisfacente al test per l'epatite E nei casi di epatite acuta nei quali è stata esclusa la positività per i virus dell'epatite A, B e C. Solo il 63,7% di questi casi è stato testato e, in caso di test, l'89,2% dei casi (58/65) è risultato positivo, suggerendo che i casi reali di epatite acuta attribuibile al virus HEV potrebbero essere maggiori di quelli diagnosticati.

Conclusioni

L'aumento dei casi di epatite A ed E in Italia evidenzia la necessità di rafforzare le misure di prevenzione, che includono la vaccinazione per le categorie a rischio (contatti di casi, viaggiatori verso aree endemiche, MSM), il controllo della sicurezza alimentare, e la promozione di comportamenti sessuali responsabili. L'ISS sottolinea l'importanza di una stretta sorveglianza a livello nazionale ed europeo per contenere gli outbreak di epatite acuta.

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