Crosetto propone una riserva militare volontaria di 10.000 unità per fronteggiare guerre, calamità e crisi
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto sta preparando una legge per la creazione di una riserva militare ausiliaria composta da volontari. L'obiettivo è di disporre di una forza flessibile e pronta all'uso in caso di emergenze gravi, come conflitti, calamità naturali e crisi internazionali, senza ripristinare la leva obbligatoria.
Una forza ausiliaria "on demand"
L'iniziativa, discussa a Palazzo Baracchini, sede del Ministero della Difesa, prevede la creazione di una riserva di circa 10.000 volontari. Il numero definitivo sarà stabilito dal Parlamento. Questa forza sarebbe composta da professionisti esperti, militari in congedo, volontari in ferma prefissata ed ex guardie giurate. Si prevede anche l'inclusione di personale medico in pensione e altro personale civile qualificato, per garantire la continuità dei servizi essenziali in situazioni di crisi.
«Qui nessuno sta pensando di mettere in campo le giovani reclute, di ripristinare la vecchia naja obbligatoria. Ma li vedete voi, deiragazzini inesperti, alle prese con le armi sofisticatissime che ci sono oggi, anche solo se parliamo di droni?»
La riserva, una volta reclutata, formata e periodicamente addestrata, verrebbe impiegata a supporto delle Forze Armate in situazioni di emergenza, ma non in prima linea.
La necessità di adeguare le forze armate alle nuove sfide
Crosetto aveva già espresso la necessità di prepararsi a tutti gli scenari possibili durante la festa delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale a Cagliari il 4 novembre 2023. L'attuale contesto internazionale, caratterizzato da guerre ibride, droni e fake news, richiede un adeguamento delle forze armate. Il ministro ha sottolineato l'importanza dell'aspetto vocazionale e della necessità di coinvolgere anche i più giovani, ad esempio esperti di cybersecurity, nella difesa del Paese.
Nel documento informale presentato al Consiglio Supremo di Difesa il 17 novembre, Crosetto ha evidenziato la necessità di formare 10-15 mila nuove unità specializzate nelle nuove tecnologie e nell'intelligenza artificiale, di cui 5 mila solo nell'ambito cyber.
Un nuovo modello di difesa per l'Italia
Crosetto intende portare la sua proposta in Parlamento, auspicando un dibattito trasversale che coinvolga tutte le forze politiche.
«Penso che l’Italia debba riflettere su un nuovo modello di difesa e lo dico al di là della maggioranza di governo, perché le scelte del modello di difesa del futuro sono scelte che riguardano un Paese intero, uno Stato, una nazione, non soltanto la maggioranza».
Il ministro ha anche criticato la legge 244, che fissa il limite del personale della Difesa a 170.000 unità, ritenendola inadeguata alle attuali esigenze. Secondo Crosetto, il numero di unità dovrebbe essere aumentato di almeno 30-40 mila. Ha citato l'esempio della Svizzera, dove la riserva comprende tutti i cittadini fino a oltre 50 anni.
Conclusione
La proposta di Crosetto mira a dotare l'Italia di uno strumento flessibile e moderno per far fronte alle nuove minacce e alle emergenze, valorizzando il volontariato e le competenze specialistiche, in un quadro di rinnovata attenzione alla difesa del Paese.