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Il reato di femminicidio è legge ma è scontro sul ddl consenso, bloccato dai dubbi della maggioranza. Schlein: «Meloni rispetti i patti»

November 26, 2025
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/25_novembre_25/ddl-sul-consenso-non-c-e-unanimita-in-commissione-il-testo-slitta-al-senato-ira-delle-opposizioni-cosi-salta-il-patto-meloni-87e6af75-ebdd-4dad-bc19-2a153d5f4xlk.shtml

Approvato il Reato di Femminicidio, Scontro sul Ddl Consenso al Senato

La Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità il disegno di legge che introduce il reato di femminicidio. Contestualmente, l'approvazione del "ddl consenso" ha subito un rallentamento al Senato a causa di dubbi sollevati dalla maggioranza. L'evento si è verificato il 25 novembre 2025, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, a Roma.

Approvazione del Reato di Femminicidio

Il disegno di legge, già approvato dal Senato, introduce nel Codice Penale l'articolo 577-bis, definendo il delitto di femminicidio e prevedendo l'ergastolo per l'omicidio di una donna commesso per motivi di discriminazione di genere, odio o con l'intento di reprimere la sua libertà.

Stallo sul Ddl Consenso

Il "ddl consenso", che introduce il concetto di consenso informato nei casi di violenza sessuale ed era stato approvato all'unanimità alla Camera, ha subito un brusco arresto al Senato. La Commissione Giustizia del Senato, presieduta da Giulia Bongiorno, ha richiesto ulteriori esami del testo a causa di dubbi sollevati da alcuni rappresentanti dei partiti di maggioranza.

Reazioni Politiche

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha sollecitato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a rispettare gli accordi presi sul ddl consenso. Schlein ha espresso preoccupazione che il blocco del ddl possa essere una "resa dei conti elettorale sulla pelle delle vittime".

La premier Meloni ha commentato positivamente l'approvazione del ddl femminicidio, definendolo "un segnale importante di coesione della politica contro la barbarie della violenza contro le donne".

Contrasti in Commissione Giustizia

L'opposizione ha reagito con veemenza alla decisione della maggioranza di riesaminare il ddl consenso. I senatori del PD Alfredo Bazoli e Ivan Scalfarotto hanno accusato la maggioranza di "stracciare il patto Meloni-Schlein siglato alla Camera".

Giulia Bongiorno ha assicurato che la commissione non intende affossare il ddl, ma che sono necessarie ulteriori valutazioni alla luce di alcune audizioni. Bongiorno ha specificato che le perplessità riguardano l'ultimo comma dell'articolo relativo ai "casi di minore gravità".

"Credo di parlare a nome dell'intera commissione: si vuole andare avanti con questo ddl. Quindi chiunque voglia far passare il messaggio che si vuole archiviare non fa i conti sul fatto che io presiedo la commissione, non affosserò questo ddl che porteremo avanti." -- Giulia Bongiorno

Secondo Berrino, Stefani e Zanettin, sarebbero necessari chiarimenti sulla proporzionalità tra la mancanza di consenso e la violenza.

Scalfarotto ha replicato accusando il centrodestra di "inaffidabilità istituzionale". Maria Elena Boschi (Iv) ha parlato di "voltafaccia della maggioranza", mentre Deborah Serracchiani ha definito il comportamento "inaccettabile".

Intervento alla Camera

La deputata del PD Michela Di Biase ha chiesto chiarimenti alla maggioranza, sottolineando che il blocco del ddl consenso "sbugiarda la premier" a fronte di una "mediazione ai vertici dei nostri partiti".

Conclusione

L'approvazione del reato di femminicidio rappresenta un passo avanti nella lotta contro la violenza di genere in Italia. Tuttavia, il blocco del ddl consenso al Senato evidenzia divisioni politiche e la necessità di ulteriori discussioni per raggiungere un accordo condiviso su una legge considerata fondamentale per la tutela delle donne. Il futuro del ddl consenso rimane incerto, in attesa di ulteriori sviluppi in Commissione Giustizia.

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