Tragico Omicidio-Suicidio nel Salento: Madre Strangola il Figlio Elia, Dramma Annunciato
Un nuovo episodio di violenza familiare scuote l'Italia. A Calimera, in provincia di Lecce, Najoua Minniti, 35 anni, ha strangolato il figlio Elia Perrone, di 8 anni, prima di togliersi la vita. La tragedia, avvenuta il 18 novembre 2025, era stata preceduta da segnalazioni ai servizi sociali e denunce per il mancato rispetto degli accordi di affido.
Allarmi Inascoltati: L'Esposto e le Denunce di Fabio Perrone
Fabio Perrone, padre del piccolo Elia, aveva presentato un esposto ai servizi sociali del Comune di Calimera il 16 dicembre 2024, dopo che l'ex compagna, Najoua Minniti, gli aveva detto: "Saluta bene Elia perché lo porto con me. Ritieniti responsabile di qualunque cosa capiti a me e a lui". Queste parole, pronunciate durante una discussione sull'organizzazione delle festività natalizie, avevano suscitato in Perrone un forte timore per l'incolumità del figlio.
Successivamente, il 18 novembre 2025, non trovando il figlio all'uscita di scuola, Perrone aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri. Contemporaneamente, il corpo di Najoua Minniti veniva ritrovato in mare a Torre dell'Orso.
«Qualche volta aveva detto ai nonni che la mamma lo maltrattava» -- Brizio Tomasi, zio di Perrone
La tragedia, secondo lo zio di Perrone, Brizio Tomasi, «poteva essere evitata».
Dettagli dell'Omicidio e Indagini in Corso
Il corpo di Elia è stato rinvenuto nel letto che condivideva con la madre, con addosso il pigiama. Sul collo del bambino sono stati riscontrati segni di strangolamento. Il medico legale ha ipotizzato l'asfissia meccanica come causa della morte, ma l'autopsia dovrà chiarire con precisione le modalità e la data del decesso. Si sa per certo che il bambino non è andato a scuola martedì.
Affido Condiviso e Mancato Rispetto degli Accordi
La vita di Elia era regolata dagli accordi di affido condiviso tra i genitori. Secondo le denunce presentate da Fabio Perrone, assistito dall'avvocato Mario Fazzini, Najoua Minniti non rispettava tali accordi. La coppia si era conosciuta a Parma, dove Najoua, originaria della Calabria, si era trasferita. Dopo la nascita del figlio, nel 2020 si erano trasferiti in Salento, terra natale di Perrone.
La Situazione Familiare e i Tentativi di Aiuto
Fabio Perrone, infermiere, era al lavoro all'ospedale di Casarano nella notte tra lunedì e martedì, quando presumibilmente il figlio è stato ucciso. La relazione con Najoua era terminata due anni prima, rendendo la gestione di Elia problematica. I carabinieri erano a conoscenza delle lamentele reciproche tra i due ex partner riguardo al mancato rispetto degli accordi di affido.
Dopo l'esposto di dicembre, un giudice aveva inizialmente disposto l'allontanamento di Elia dalla madre. Tuttavia, in seguito a una valutazione del Centro di salute mentale, Najoua aveva ottenuto nuovamente l'affido del bambino, a condizione di seguire un percorso sulla genitorialità.
«Cosa che in questi mesi la signora non ha mai fatto» -- Avvocato Mario Fazzini
Secondo l'avvocato Fazzini, Najoua Minniti non aveva mai intrapreso il percorso sulla genitorialità previsto, spingendo Perrone a presentare un'ulteriore querela anche per il danneggiamento della sua auto da parte della ex compagna. Le indagini erano in corso, ma non sono riuscite a prevenire la tragica conclusione.
Conclusione
L'omicidio-suicidio di Calimera solleva interrogativi sulla tempestività e l'efficacia degli interventi a tutela dei minori in situazioni di conflittualità familiare. Nonostante le segnalazioni e le denunce, la tragedia si è consumata, lasciando una comunità sconvolta e un padre distrutto dal dolore.