Eva Henger Gira il Suo Secondo Film: Thriller Ambientato a Mondovì
L'attrice e regista Eva Henger è impegnata nelle riprese del suo secondo film, un thriller dal titolo "Quella brava ragazza", interamente ambientato a Mondovì. Henger racconta la genesi del progetto, i suoi esordi nel mondo del cinema e il suo rapporto con la scrittura.
Un Thriller Drammatico Girato a Mondovì
Eva Henger è attualmente impegnata a Mondovì, in Piemonte, nelle riprese del suo secondo film da regista, "Quella brava ragazza". La pellicola è un thriller con forti sfumature drammatiche che vede protagonista una commissaria interpretata da Nadia Rinaldi. Il cast include anche Sergio Múñiz, Maurizio Mattioli e Felicia Faller, con la promessa di una guest star hollywoodiana il cui nome è al momento tenuto segreto. Come per il suo precedente film, "The Contract", la sceneggiatura è un'idea originale di Eva Henger. La prima di "The Contract" si terrà a Los Angeles il 26 febbraio.
Henger descrive il film come una storia di "sentimenti, famiglia, vendetta, gelosia, invidia…", incentrata sulla figura della commissaria.
La Passione per la Scrittura e l'Influenza della Psicologia
Henger rivela di avere una forte passione per la scrittura, che la aiuta a scaricare lo stress legato alla regia. Racconta di aver sempre scritto fin da bambina, su consiglio di una psicologa infantile che la seguiva dopo il divorzio dei suoi genitori. La psicologa aveva intuito il suo talento e predetto che sarebbe diventata una scrittrice.
«Quando i miei genitori divorziarono, mi mandarono da una psicologa infantile. Saltavo da un discorso all’altro, ero confusa, e lei mi consigliò di mettere nero su bianco i miei pensieri... Quei pensieri divennero storie. La psicologa mi disse che sarei diventata una scrittrice».
Henger condivideva le sue storie anche con la madre, leggendole le pagine di "The Contract" ogni sera come favola della buonanotte durante la sua malattia.
Gli Esordi nel Cinema Porno e il Passaggio alla Televisione
L'attrice ripercorre anche i suoi esordi nel cinema porno, descrivendoli come un'esperienza che, inizialmente percepita come un gioco, si è rivelata più complessa. L'incontro con Riccardo Schicchi l'aveva inserita in un contesto dove il porno sembrava "normale", ma ben presto si rese conto della realtà. Dopo questa esperienza, Henger è riuscita a reinventarsi, lavorando per sei anni a Rai 2 e successivamente a Mediaset, grazie alla sua professionalità e affidabilità.
L'Ungheria e il Valore del Lavoro
Henger parla anche della sua infanzia in Ungheria, dove il lavoro era obbligatorio e la disoccupazione era considerata un reato. Chi perdeva il lavoro doveva subito trovarne un altro, altrimenti rischiava l'arresto e l'assegnazione a posizioni lavorative inferiori.
«In Ungheria o studiavi o lavoravi, non lavorare era un reato. Se perdevi il lavoro dovevi segnalare il nuovo posto che trovavi, ti arrestavano altrimenti per otto giorni e poi ti assegnavano un ruolo di posizione inferiore. La seconda volta ti arrestavano 30 giorni e la terza un anno».
Questo contesto ha plasmato la sua etica del lavoro e il suo rispetto per l'impegno professionale.
Un Set al Femminile e il Futuro
Henger sottolinea il suo impegno per la parità di genere, affermando che il 70% della sua troupe è composta da donne. Avrebbe voluto una presenza femminile ancora maggiore, ma ha riscontrato difficoltà nel trovare professioniste in alcuni settori specifici.
L'attrice esprime entusiasmo per il futuro, annunciando che il suo prossimo film sarà un thriller incentrato sugli uomini narcisisti. Mondovì è stata scelta come location ideale grazie al supporto delle istituzioni e della cittadinanza, e Palazzo Fauzone si è rivelato un set perfetto. Mondovì è parte integrante del film, venendo citata esplicitamente nella narrazione.
Conclusione
Con "Quella brava ragazza", Eva Henger intraprende un nuovo capitolo della sua carriera, dimostrando la sua versatilità artistica e il suo impegno nel raccontare storie coinvolgenti e ricche di spunti di riflessione. La scelta di Mondovì come set cinematografico rappresenta un'opportunità per valorizzare il territorio e promuovere la cultura locale.