Parità Retributiva in Italia: Un Traguardo Ancora Lontano
L'Italia si posiziona all'85esimo posto a livello mondiale per divario di genere, secondo il Global Gender Gap Index del World Economic Forum, evidenziando un progresso troppo lento verso la parità retributiva. Nonostante un lieve miglioramento globale, con una stima di 123 anni necessari per raggiungere la piena parità, persistono significative disparità nel mercato del lavoro italiano, soprattutto per le donne.
Analisi del Divario di Genere in Italia
L'Osservatorio Jobpricing ha presentato il rapporto 2025, integrando i dati del Global Gender Gap Index con un'analisi specifica per l'Italia. Il rapporto evidenzia come, nonostante una leggera accelerazione nella chiusura del divario di genere a livello globale, l'Italia rimane indietro rispetto agli altri paesi europei.
- Nel 2022, l'Italia si trovava al 63esimo posto nel mondo, perdendo 24 posizioni in tre anni.
- Il gender gap complessivo è colmato al 68,8%, con un progresso di solo 0,4 punti percentuali rispetto all'anno precedente.
- Permangono ostacoli strutturali che penalizzano le madri, le lavoratrici più giovani e chi opera nei settori a più basso valore aggiunto.
«Il nostro Paese sta affrontando la questione con nuovi strumenti normativi che puntano a maggiore trasparenza, equità nell’accesso alle retribuzioni e alle carriere e cambiamento della cultura organizzativa. Tuttavia, gli interventi osservati finora non sono ancora stati in grado di ridurre in modo strutturale le disuguaglianze accumulatesi nel tempo. Ridurre il gender gap non è soltanto una questione di giustizia sociale, ma anche una leva decisiva di sviluppo economico». -- Nicole Boccardini, senior consultant di JobPricing e operations manager di Idem - Mind The Gap
Disparità Retributive nel Settore Privato
Il divario retributivo nel settore privato italiano rimane significativo, con differenze marcate tra uomini e donne, soprattutto per quanto riguarda la componente variabile della retribuzione.
- Il divario retributivo medio è del 7,2% sulla retribuzione annua lorda (RAL) e dell'8,6% sulla retribuzione globale annua (RGA).
- La distanza si amplia fino al 27,4% sulla sola componente variabile.
- Le donne guadagnano in media 2.300 euro in meno di RAL e 2.900 euro in meno di RGA rispetto agli uomini.
- Il gender pay gap cresce con l'età e l'anzianità di servizio, superando il 12% nella fascia 55–64 anni.
Sottorappresentazione Femminile nei Ruoli di Responsabilità
La presenza femminile nei ruoli di responsabilità rimane limitata, evidenziando un problema di accesso alle carriere più elevate.
- Nei ruoli apicali (dirigenti e top manager), le donne rappresentano solo il 19%.
- Tra i quadri, la percentuale sale al 31%.
- Nei consigli di amministrazione delle società quotate, la rappresentanza femminile raggiunge il 43,2%, ma solo il 16,9% ricopre ruoli esecutivi e appena il 2,3% è amministratrice delegata.
«Questi dati evidenziano come la disuguaglianza economica derivi più dal mancato accesso ai percorsi di carriera che da differenze dirette nelle retribuzioni per ruoli equivalenti» -- Nicole Boccardini
Le donne si dichiarano meno soddisfatte del proprio pacchetto retributivo rispetto agli uomini (3,6 contro 4,5), soprattutto per quanto riguarda la percezione di equità interna e meritocrazia. Le priorità cambiano: le donne danno più peso a flessibilità oraria, smart working e benefit legati alla conciliazione, mentre gli uomini restano più focalizzati sulla retribuzione variabile e sulle prospettive di crescita economica.
La Direttiva UE sulla Trasparenza Retributiva
La direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva potrebbe rappresentare un punto di svolta, imponendo alle aziende di misurare, comprendere e correggere le differenze retributive.
«Il Gender gap report ci ricorda che il divario retributivo è solo la punta dell’iceberg di disuguaglianze più profonde, culturali e strutturali che accompagnano le donne fin dal percorso formativo, condizionando accesso, crescita e riconoscimento nel mondo del lavoro. Le donne continuano a farsi carico in misura sproporzionata del lavoro di cura, e rimangono ancora sottorappresentate nei ruoli decisionali. Colmare questo squilibrio non significa solo correggere un’ingiustizia economica, ma intervenire su meccanismi organizzativi e culturali che continuano a limitare il pieno riconoscimento del lavoro femminile» -- Nicole Boccardini.
Conclusione
Il divario retributivo in Italia rimane una sfida complessa, radicata in disparità culturali e strutturali che limitano l'accesso delle donne alle opportunità di carriera e alla piena realizzazione professionale. Affrontare questa problematica richiede un impegno congiunto a livello normativo, aziendale e culturale, al fine di promuovere una maggiore equità e parità di genere nel mondo del lavoro.