Pier Giorgio Bellocchio: Un Percorso Autonomo tra Cinema, Famiglia e Riconciliazione Personale
Pier Giorgio Bellocchio, attore e produttore cinematografico, riflette sul suo percorso professionale e personale, segnato dal confronto con la figura paterna, il celebre regista Marco Bellocchio. In una recente intervista, Bellocchio Jr. condivide le sfide affrontate nel costruire una propria identità nel mondo del cinema, il rapporto con il padre e la sua evoluzione, e il suo nuovo ruolo nel film "Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino" di Daniele Vicari.
Dall'Attore al Produttore: Una Scelta Consapevole
Pier Giorgio Bellocchio, 50 anni, spiega la sua transizione dalla recitazione alla produzione cinematografica. Pur amando recitare, non si sentiva a suo agio con la vita tipica di un attore.
"Ho cominciato a recitare pensando di fare l’artista, amo farlo, e forse è quello che farei sempre. Quello che invece non amo è la vita degli attori, non mi si addice, non mi fa stare bene."
Constatando di non aver raggiunto l'apice della carriera attoriale, ha preferito evitare frustrazioni e rancori, scegliendo di dedicarsi alla produzione. Bellocchio sottolinea la differenza sostanziale tra i due ruoli: "Diciamo che, in ambito cinematografico, fare l’attore significa pensare a se stessi, mentre fare il produttore vuol dire pensare agli altri".
"Ammazzare stanca": Un Ruolo di Peso
Nel film di Daniele Vicari, "Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino", Bellocchio ricopre il ruolo del colonnello Becker, un uomo di legge che rappresenta la possibilità di redenzione per il protagonista, figlio di un boss della 'ndrangheta. Questo ruolo, afferma Bellocchio, corrisponde alla sua ricerca di personaggi che gli permettano di mettersi alla prova e che abbiano un significato importante nella narrazione.
Il Rapporto con Marco Bellocchio: Da Conflitto a Sintonia
Pier Giorgio Bellocchio ripercorre il rapporto con suo padre, Marco Bellocchio, ammettendo le difficoltà iniziali dovute alla separazione dei genitori e alla figura ingombrante del padre-leggenda.
"In passato sì, lo è stato, anche quando Marco non era ancora quello che è oggi. Marco è quel fenomeno per cui tu continui a progredire, pensi “prima o poi lo staccherò” e invece lui è sempre più avanti di dieci lunghezze. Insomma, bisogna farsene una ragione."
La collaborazione professionale nel cinema ha rappresentato un terreno di confronto e crescita. In passato hanno scelto di non collaborare come regista e produttore per evitare conflitti. Oggi il loro rapporto è paritario e arricchente, basato su una profonda sintonia, soprattutto quando Pier Giorgio recita in un film diretto dal padre.
L'Evoluzione di Marco Bellocchio
Pier Giorgio Bellocchio evidenzia un cambiamento significativo nella figura paterna, coinciso con la nascita della sorella Elena. Questo evento ha portato Marco Bellocchio a un equilibrio maggiore, rendendolo meno scontroso e più aperto. Nonostante ciò, rimane un regista esigente e poco incline ai compromessi, ma sempre meritevole di fiducia per i risultati che ottiene.
Ricordi d'Infanzia sul Set
Tra i ricordi più vividi legati al padre regista, Pier Giorgio Bellocchio menziona le riprese di "Vacanze in Val Trebbia" e "Salto nel vuoto", esperienze che lo hanno immerso fin da piccolo nel mondo del cinema, permettendogli di interagire con figure iconiche come Anouk Aimee e Michel Piccoli.
Conclusione
Pier Giorgio Bellocchio ha tracciato un percorso autonomo nel mondo del cinema, superando le sfide legate alla figura paterna e costruendo una propria identità professionale. Il rapporto con Marco Bellocchio si è evoluto nel tempo, trasformandosi in una relazione paritaria e arricchente, basata sulla stima reciproca e sulla passione condivisa per il cinema.