Aumenti Pensionistici Previsti nel 2026: Cosa Cambia per i Pensionati
Il sistema pensionistico italiano si prepara a una serie di modifiche e aumenti a partire da gennaio 2026, in seguito all'approvazione della legge di Bilancio 2026. I pensionati possono aspettarsi adeguamenti legati alla perequazione, incrementi per le maggiorazioni sociali e la consueta erogazione di tredicesima, quattordicesima e bonus natalizio nel mese di dicembre 2025.
Perequazione Automatica e Rivalutazione Provvisoria
Con il primo cedolino del 2026, scatterà automaticamente il conguaglio definitivo della perequazione del 2025 e si applicherà la nuova rivalutazione provvisoria, stimata all’1,7%. Questo meccanismo di perequazione è strutturato in base al trattamento minimo pensionistico erogato dall'INPS, attualmente pari a 603,4 euro lordi al mese.
- Fino a 4 volte il trattamento minimo (2.413,6 euro): perequazione al 100%.
- Tra 4 e 5 volte il trattamento minimo (tra 2.413,7 e 3.017 euro lordi mensili): perequazione al 90% (1,53%).
- Oltre 5 volte il trattamento minimo (3.017,1 euro): perequazione al 75% (1,275%).
Per esemplificare, una pensione lorda di 1.000 euro mensili vedrà un incremento di circa 17 euro, mentre una pensione di 2.200 euro lordi mensili aumenterà di circa 37 euro. Pensioni lorde di 3.000 euro e 4.200 euro mensili beneficeranno di aumenti stimati rispettivamente tra 32 e 34 euro, e tra 40 e 45 euro.
Conguaglio Perequativo del 2025
Nel gennaio 2026 è previsto anche un conguaglio relativo alla perequazione applicata nel corso del 2025. L'indice definitivo del 2025 si discosterà dall'indice provvisorio applicato a gennaio 2025 (+0,8%). Secondo le stime Istat, l'inflazione acquisita fino a ottobre 2025 si attesta a +1,6%.
Incremento delle Maggiorazioni Sociali
A partire dal 1° gennaio 2026, la manovra prevede un aumento fisso di 20 euro lordi mensili per le maggiorazioni sociali destinate ai redditi più bassi. Questo incremento si sommerà alla rivalutazione. Tuttavia, l'aumento reale rispetto al 2025 sarà di 12 euro, poiché 8 euro erano già stati erogati come contributo straordinario.
La misura interesserà i pensionati al minimo, i percettori di assegni sociali e, potenzialmente, anche i percettori di assegni di invalidità, con un adeguamento dei limiti reddituali di accesso.
Tredicesima, Quattordicesima e Bonus Natale 2025
Prima degli aumenti del 2026, a dicembre 2025 i pensionati INPS riceveranno la tredicesima mensilità, pari all'importo lordo di una pensione mensile (o proporzionale ai mesi di percezione). La tredicesima è soggetta a tassazione Irpef ordinaria e contribuisce al reddito complessivo ai fini fiscali.
I pensionati con almeno 64 anni di età e redditi inferiori a 15.688 euro annui riceveranno anche la quattordicesima, il cui importo varia in base agli anni di contribuzione, oscillando tra 437 e 655 euro.
Infine, per le pensioni al di sotto del trattamento minimo è previsto un bonus aggiuntivo di 154,94 euro. Questa integrazione spetta ai pensionati con pensione calcolata con sistema retributivo o misto (almeno un contributo versato prima del 31/12/1995) che rispettino determinate condizioni di reddito. Per l'integrazione completa, sono richiesti almeno 67 anni di età e 20 anni di contributi, con una soglia di reddito personale inferiore a 9.800 euro annui (19.600 euro per i coniugi). I percettori di assegni di invalidità possono richiedere l'integrazione fino a raggiungere 616 euro nel 2025.
Conclusione
Le modifiche e gli aumenti previsti per il 2026 mirano a supportare il potere d'acquisto dei pensionati, con particolare attenzione alle fasce di reddito più basse. L'erogazione di tredicesima, quattordicesima e bonus natalizio a dicembre 2025 rappresentano un sostegno immediato, mentre gli adeguamenti perequativi e l'incremento delle maggiorazioni sociali nel 2026 avranno un impatto a lungo termine.